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Papa
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top
Il mwcgpapa (formalmente il mwcwsommo pontefice o mwdaromano pontefice) è il mwdqvescovo di Roma, massima autorità religiosa riconosciuta nella mwdgChiesa cattolica. I suoi mwdwtrattamenti possono essere mweaSanto Padre,cite-ref-1[1] mwfqSua Santità, mwfgVostra Santità o semplicemente mwfwmwgaSantità.mwgqcite-ref-03-2-0[2]

Secondo il mwhwdiritto canonico è il mwiavescovo della mwiqdiocesi di Roma, capo del mwigCollegio dei vescovi, mwiwprimate d'Italia, mwjavicario di Cristo e mwjqpastore in terra della Chiesa universale,cite-ref-2-3-0[3] possedendo anche i titoli di sommo pontefice della Chiesa cattolica,cite-ref-3-4-0[4]cite-ref-5[Nota 1] patriarca della mwmgChiesa latina, nonché, a seguito dei mwmwPatti Lateranensi, mwnasovrano assoluto dello mwnqStato della Città del Vaticano.cite-ref-4-6-0[5]

Egli viene eletto dal mwowCollegio dei cardinali durante il mwpaconclave.cite-ref-02-7-0[6] Può essere eletto papa anche un mwqqlaico, per consuetudine però il papa è scelto tra i mwqgcardinali.cite-ref-1-8-0[7]cite-ref-9[8] Il titolo di papa può essere ed è spesso abbreviato con la formula PP (Pontifex Pontificum). nei documenti scritti in mwswlingua latina.cite-ref-10[9]cite-ref-11[Nota 2] L'ufficio del papa prende il nome di papato, mentre la sua mwvagiurisdizione ha il nome di mwvqSanta Sede (o Sede Apostolica) ed è ente di mwvgdiritto internazionale.

La particolare preminenza del papa sulla Chiesa cattolica deriva dall'essere considerato successore dell'apostolo mwwaPietro, al quale, secondo l'interpretazione cattolica del mwwqVangelo, mwwgCristo ha conferito l'incarico di pastore della mwwwChiesa universale.cite-ref-0-12-0[10] Pietro, secondo la tradizione, avrebbe retto negli ultimi anni di vita la comunità cristiana di Roma, divenendone il primo vescovo e subendovi il mwyamartirio nell'anno 67.

Attualmente il mwyg267º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma è mwywLeone XIV (nato Robert Francis Prevost), eletto papa l'mwza8 maggio 2025.

Contents

Storia
Note

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Storia del titolo

Il termine mwbapapa deriva dal mwbqgreco πάππας (mwbgpàppas),cite-ref-sec-13-0[11]cite-ref-14[12]cite-ref-15[13] espressione familiare per "mwewpadre". Il titolo era già diffuso nell'antichità: in mwfaOriente era usato indifferentemente per rivolgersi a qualsiasi membro del mwfqclero, mentre in mwfgOccidente fu usato inizialmente per rivolgersi ai soli vescovi, e in seguito esclusivamente al vescovo di Roma.cite-ref-1-8-1[7]

Il primo capo di una Chiesa a ricevere il titolo di papa fu in realtà non un vescovo di Roma, ma mwhaEraclio di Alessandria (232-248). Scrive mwhqEusebio di Cesarea:

(greco antico)

«τοῦτον ἐγὼ τὸν κανόνα καὶ τὸν τύπον παρὰ τοῦ μακαρίου πάπα ἡμῶν Ἡρακλᾶ παρέλαβον»

(italiano)

«Ho ricevuto questa regola e questo modello dal nostro beato papa Eraclio»

(Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, VII, 7, 4)

La prima attestazione del titolo di "papa" riferito al vescovo di Roma è invece databile alla fine del mwiqIII secolo, periodo a cui è fatta risalire un'mwigepigrafe nelle mwiwcatacombe di San Callisto in Roma, nella quale un certo diacono Severo, avendo scavato un cubicolo doppio per sé e la sua famiglia poiché gli era morta la figlia di dieci anni, dice di essere stato autorizzato da «mwjap(a)p(ae) sui Marcellini», ossia il suo mwjqpapa Marcellino (296-304):cite-ref-16[14]

(latino)

«Cubiculum duplex cum arcisoliis et luminare / iussu p(a)p(ae) sui Marcellini diaconus iste / Severus fecit mansionem in pace quietam / sibi suisque...»

(italiano)

«Il diacono Severo fece questo doppio

cubiculum

, con i suoi

arcosolia

e

luminaria

per ordine del suo papa Marcellino come quieta residenza di pace per sé e per la sua famiglia»

(AE 2007, 159)

mwlqDamaso I invece fu il primo vescovo di Roma a essere ufficialmente definito come "papa" dai suoi contemporanei.cite-ref-b62-17-0[15]

In realtà anche dopo l'affermazione in Occidente del titolo di papa in riferimento al vescovo di Roma, in Oriente e nei mwmwterritori bizantini dell'Italia meridionale esso verrà ancora usato, col significato di "padre", per rivolgersi anche ai semplici sacerdoti.cite-ref-1-8-2[7] In questa accezione il titolo è usato anche dal mwoapatriarca di Alessandria dei Copti e dal mwoqpatriarca greco-ortodosso di Alessandria.

Storia

Attestazioni nella Chiesa delle origini

Vi sono diverse ipotesi sull'esistenza di una forma di mwrqprimato petrino nella Chiesa antica, sebbene alcuni storici sostengano che prima della metà del mwrgII secolo, e forse anche più tardi, non venisse riconosciuto alcun primato al vescovo di Roma.cite-ref-18[16]

mwtaIreneo di Lione nell'mwtqmwtgAdversus haereses stila una lista di quelli che furono a capo di quella Chiesa «mwtwsomma e antichissima e a tutti nota, fondata e costituita in Roma dai gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo. A questa Chiesa, per la sua peculiare principalità, è necessario che convenga ogni Chiesa, cioè i fedeli dovunque sparsi, poiché in essa la tradizione degli Apostoli è stata sempre conservata».cite-ref-19[17]cite-ref-20[18]

mwwqAmbrogio da Milano coniò invece la famosa espressione mwwgmwwwUbi Petrus, ibi Ecclesia (la Chiesa esiste unicamente ove è riconosciuto il primato di Pietro, cioè del papa).cite-ref-21[19]

Papa Stefano I sull'amministrazione dei sacramenti

Contestualmente all'mwygantipontificato di mwywNovaziano (251-258), sorse in seno alla Chiesa il dibattito sulla validità dei sacramenti, in particolare il mwzabattesimo, amministrati dall'antipapa e dai suoi seguaci: mentre generalmente le chiese africane e asiatiche ritennero invalido il sacramento, il vescovo di Roma mwzqStefano I ritenne che esso fosse valido e che fosse necessaria per gli eretici riconvertiti la sola mwzgimposizione delle mani. In merito a ciò è giunto a noi uno scambio di lettere tra Stefano e mwzwCipriano di Cartagine, in cui il papa tentò di imporre l'uso romano e minacciò di mw0ascomunica la Chiesa d'Africa qualora essa non si fosse conformata al suo volere, richiamandosi anche al celebre passo di mw0qMatteo («[...] mw0gTu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa...») per imporre il primato della Chiesa di Roma: questo è il primo caso nella storia in cui un vescovo di Roma invocò un primato su tutta Chiesa in quanto successore di Pietro.cite-ref-22[20]

Riconoscimento nei primi concili ecumenici

Tale primazia è indicata già nei primissimi Concili della Chiesa: al mw2qPrimo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi mw2gpatriarcali in modo canonico tra le quali Roma ha un particolare primato:

«In

Egitto

, nella

Libia

e nella

pentapoli cirenaica

siano mantenute le antiche consuetudini per cui il

vescovo di Alessandria

abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad

Antiochia

e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi.

»

Durante il mw4gprimo concilio di Costantinopoli, tenutosi dal maggio al luglio del 381, si decise che «Il vescovo di Costantinopoli avrà il primato d'onore dopo il Vescovo di Roma, perché tale città è la nuova Roma».cite-ref-24[22] Il medesimo canone venne ribadito dal mw5wConcilio di Calcedonia,cite-ref-25[23] ma non venne accettato dai papi mw7aDamaso I, mw7qLeone I e mw7gGregorio I in quanto ritennero che l'affermazione del primato papale rispetto al mw7wpatriarca di Costantinopoli fosse troppo debole. I papi cioè ritennero che la supremazia del vescovo di Roma non dovesse essere determinata da cause storiche, ma da motivazioni teologiche e dottrinali, le stesse che poi porteranno allo mw8aScisma d'Oriente del 1054.

Il patriarcato d'Occidente

Il titolo di mw9qPatriarca d'Occidente, attribuito prima a mw9gpapa Leone I, detto mw9wMagno, nel 450 dall'mw-aimperatore d'Oriente mw-qTeodosio II e poi adottato formalmente per la prima volta da mw-gpapa Teodoro I (642-649), comportò un'ulteriore emancipazione della figura del vescovo di Roma rispetto alle altre sedi patriarcali,cite-ref-sec-13-1[11] tutte ubicate nei territori dell'mw-wImpero bizantino.cite-ref-26[24]

Medioevo

Età moderna

Età contemporanea

Titoli e ruoli

L'mwareAnnuario pontificio del 2020, su volontà di mwaripapa Francesco, ha creato una nuova distinzione tra il titolo di mwarmVescovo di Roma e gli altri titoli storicamente attribuiti alla figura del papa cattolico, che per l'appunto vengono denominati come mwarqTitoli storici.cite-ref-27[25]cite-ref-5-28-0[26]cite-ref-29[27]

Il Papa è infatti anzitutto il Vescovo di Roma, per quanto il governo pastorale della mwasidiocesi di Roma venga delegato al mwasmCardinale vicario. L'autorità stessa del papa, come scrisse mwasqpapa Giovanni Paolo I, deriva dall'essere «vescovo di Roma, cioè successore di Pietro in questa città».cite-ref-30[Nota 3]

I titoli definiti storici sono:

«

Vicario di Gesù Cristo

, Successore del

Principe degli Apostoli

,

Sommo Pontefice

della Chiesa Universale,

Patriarca d'Occidente

,

Primate

d'Italia, Arcivescovo e Metropolita della

Provincia

Romana, Sovrano dello

Stato della Città del Vaticano

,

Servo dei servi di Dio


• il Papa è mwatmVicario di Cristo, ossia il rappresentante di Gesù sulla terra. Nella Chiesa cattolica è quindi assegnato al Papa un mwatqruolo universale, non accettato dalle altre Chiese;
• il Papa è successore del mwatyprincipe degli Apostoli, poiché secondo la tradizione Pietro, il «principe degli apostoli», fu a capo della Chiesa di Roma. Secondo la tradizione cattolica Gesù conferì a Pietro il primato di giurisdizione sull'intera Chiesa di Dio,cite-ref-0-12-1[10] da cui consegue che chiunque succeda a Pietro nella sua cattedra erediti il suo primato su tutta la Chiesa, così come definito dalla costituzione dogmatica mwatsmwatwPastor Aeternus approvata ed emanata durante il mwat0concilio Vaticano I convocato da mwat4papa Pio IX.cite-ref-2-3-1[3] Egli è pertanto il capo del mwaumcollegio episcopale ed è una fonte del mwauqmagistero della Chiesa cattolica che può esercitare da solo o con i mwauuvescovi nel mwauyConcilio ecumenico; in particolare, egli è mwaucinfallibile quando definisce mwaugmwaukex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del mwauosuo potere il papa è coadiuvato dal mwauscollegio dei cardinali e dalla mwauwCuria romana;
• il Papa è Sommo Pontefice (o Romano Pontefice) della Chiesa cattolica, ossia detiene mwau4"la potestà piena e suprema" di guida pastorale della Chiesa, che si fonda nella Scrittura e nella sacra Tradizione. Il termine mwau8mwavapontefice, mutuato dall'ambiente culturale e religioso dell'epoca romana (mwavemwaviPontifex maximus), è l'appellativo per il quale lo si designa come "costruttore di ponti" (mwavmpontem facere) fra i fedeli e Cristo in virtù della sua funzione vicaria di Pastore. Questo aspetto è stato sottolineato da papa Francesco, nel suo primo discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (22 marzo 2013): mwavq«Uno dei titoli del Vescovo di Roma è Pontefice, cioè colui che costruisce ponti, con Dio e tra gli uomini».cite-ref-31[28] Nell'uso e nella documentazione pontificia spesso il termine mwavkRomano pontefice viene interscambiato con quello di mwavoSommo pontefice, benché quest'ultima espressione sia spesso accompagnata dall'espressione complementare: della Chiesa universale. L'aggettivo mwavsRomano fa riferimento alla diocesi di Roma, sede propria dei pontefici;
• il Papa è mwav0primate d'mwav4Italia nonché mwav8arcivescovo e mwawametropolita della mwaweprovincia ecclesiastica romana, una delle antiche mwawisedi apostoliche;
• il Papa è (a seguito dei mwawqPatti Lateranensi) Sovrano dello mwawuStato della Città del Vaticano, mantenendo dunque un potere temporale in una mwawymonarchia assoluta mwawcelettiva, l'ultima in mwawgEuropa e una delle poche rimaste nel mondo;
• il Papa è mwawoservo dei servi di Dio, titolo adottato da mwawspapa Gregorio I indicante l'umiltà del pontefice rispetto a Dio.

Il papa inoltre è anche mwaw0patriarca della mwaw4Chiesa latina, la più estesa fra le mwaw8Chiese cattoliche particolari. Questo ruolo è riconosciuto anche dalle mwaxaChiese ortodosse separate da Roma. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di «Sua Santità» o «Santo Padre».

Nel 2006 mwaxqpapa Benedetto XVI rinunciò al titolo di mwaxuPatriarca d'Occidente, sia per tentare un riavvicinamento con le Chiese separate che non riconoscono questo titolo, sia perché mwaxyl'Occidente a cui il titolo fa riferimento si è esteso anche all'mwaxcAmerica e all'mwaxgOceania, uscendo così dal significato originario che esso aveva in riferimento alla sola mwaxkEuropa.cite-ref-3-4-1[4]cite-ref-5-28-1[26] Nel 2024 mwayipapa Francesco ha ripristinato il titolo, inserendolo nuovamente nell'mwaymannuario pontificio.cite-ref-32[29]

Infine secondo il mwaykCodice di diritto canonico il Papa, in quanto «capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale», «ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente»,cite-ref-33[30] e in lui si assommano i mway4poteri legislativo, mway8esecutivo e mwazaamministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la mwazefede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli.

Autorità del Papa sulla Chiesa cattolica

«

E io ti dico: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»

»

(

Mt 16, 18-19

, su

laparola.net

.

)

Il primato papale

Il primato papale è l'autorità apostolica del vescovo della mwazwdiocesi di Roma su tutte le mwaz0chiese particolari della Chiesa cattolica, sia di mwaz4rito latino che di riti orientali. Conferisce al Papa mwaz8"la potestà piena e suprema" di guida pastorale della Chiesa cattolica.

La mwaaeChiesa ortodossa riconosce un primato di onore al Vescovo di Roma, ma non di giurisdizione.

Le mwaamChiese protestanti non riconoscono alcuna autorità superiore poiché la ritengono non conforme alle mwaaqSacre Scritture. Al giorno d'oggi molte Chiese protestanti mantengono questa opinione, mentre altre non escludono una forma di ministero papale, in prospettiva ecumenica, sostanzialmente diversa dal primato papale attuale. La mwaacchiesa anglicana ritiene che "Entro il suo più ampio ministero, il vescovo di Roma offre un ministero specifico riguardante il discernimento della verità, come un'espressione del primato universale." Tuttavia "Questo servizio particolare è stato fonte di difficoltà e di fraintendimenti tra le chiese."cite-ref-34[31]

La Curia romana

«Nell'esercizio della sua suprema, piena ed immediata potestà sopra tutta la Chiesa, il romano Pontefice si avvale dei dicasteri della Curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori.»


La mwabiCuria romana è l'insieme degli organi che competono all'amministrazione e al governo, temporale e spirituale, della mwabmChiesa cattolica, coadiuvando il Papa, nel nome di cui agiscono e a cui sono sottoposti.

Il Collegio dei vescovi

Il Collegio episcopale, o Collegio dei vescovi, è l'assemblea di tutti i vescovi della Chiesa cattolica, che ha a capo il Papa.

In materia normativa e dottrinale

Documenti emanati dal Papa

L'infallibilità papale

Il mwacadogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa mwacemwaciPastor Aeternus approvato dal mwacmConcilio Vaticano I il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso mwacqex cathedra, cioè solo quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» e «mwacu[...mwacy] definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa cattolica».

Finora il dogma dell'infallibilità è stato utilizzato due volte, da mwacgpapa Pio IX per affermare l'mwackImmacolata Concezione di Maria, e da mwacopapa Pio XII per affermare l'mwacsAssunzione della Vergine Maria.

Elezione

Le modalità di elezione del papa hanno subìto numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal clero e dal popolo romano, ma vigevano anche altri metodi, come ad esempio la designazione da parte del predecessore. Nel caso di mwadqpapa Fabiano, l'elezione avvenne allorché una colomba si posò sul suo capo: questo venne considerato come un inequivocabile segno della designazione divina.

Nella chiesa delle origini il papa veniva eletto come tutti gli altri vescovi, con il concorso del clero e della comunità locale. Con il passare degli anni, tuttavia, la componente laica venne eliminata dall'elettorato attivo. Ciononostante, l'influenza del potere temporale non venne meno: si pensi al fatto che la nomina del vicario di Pietro era ratificata con proprio mwadyplacet dall'imperatore; prima dall'mwadcimperatore romano d'Occidente, quindi dall'mwadgimperatore bizantinocite-ref-35[Nota 4] e infine dall'mwad0imperatore del Sacro Romano Impero, che si avvaleva di questa facoltà grazie al mwad4mwad8Privilegium Othonis, un documento stipulato il 1º febbraio del 962 dall'mwaeaimperatore mwaeeOttone I e del quale si avvalsero anche i suoi successori, fino a mwaeiEnrico III.

Fu infatti solo con il Decreto di mwaeqpapa Niccolò II del 1059 che il clero e il popolo romano furono definitivamente esclusi dal processo di elezione del papa e l'elettorato attivo viene riservato ai mwaeucardinali, e in particolare ai cardinali-vescovi. Come stabilito con il sinodo Laterano del 1059 voluto da Niccolò II, infatti, l'elezione del papa viene decisa dai cardinali riuniti in mwaeyconclave, tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i venti dall'inizio della mwaecsede apostolica vacante.cite-ref-36[32] Durante tutta la durata del conclave, i cardinali non possono avere alcun contatto con l'esterno. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno; dal mwaew1914 a oggi, il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una mwae0fumata: nera se negativo, bianca se positivo.

Per consuetudine, qualsiasi mwae8uomo battezzato e mwafacelibe può diventare papa;cite-ref-37[33]cite-ref-38[34] nei fatti, tuttavia, dal mwafk1389 ad oggi il collegio cardinalizio ha sempre eletto il nuovo papa all'interno dei suoi membri. Solo di rado si è avuta l'elezione di un non mwafovescovo: in tal caso, dato che il papa-eletto non ha ancora ricevuto gli mwafsordini sacri, subito questi gli vengono conferiti ed egli viene consacrato vescovo. L'ultimo papa eletto non vescovo fu mwafwpapa Gregorio XVI nel mwaf01831, l'ultimo che non era nemmeno mwaf4presbitero fu mwaf8papa Leone X nel 1513cite-ref-39[35] e l'ultimo che non fu dapprima cardinale fu mwagqpapa Urbano VI nel 1378.cite-ref-40[36]

Le norme in vigore per la mwagosede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgate nella mwagscostituzione apostolica mwagwmwag0Universi Dominici Gregis da mwag4papa Giovanni Paolo II nel 1996. Con un mwag8mwahamotu proprio del 26 giugno 2007, mwahepapa Benedetto XVI ha stabilito che la maggioranza necessaria all'elezione del papa sia di due terzi dei votanti per tutti gli scrutini e che a partire dal tredicesimo giorno di conclave si debba procedere al ballottaggio, sempre mantenendo la maggioranza dei due terzi per la validità dell'elezione, tra i due cardinali più votati nell'ultimo scrutinio, i quali perdono il diritto di voto. È stata così abolita la norma stabilita da papa Giovanni Paolo II, che prevedeva una riduzione del mwahiquorum alla maggioranza assoluta dei votanti a partire dal trentaquattresimo scrutinio (o trentacinquesimo se si era votato anche il giorno di apertura del conclave).

Inizio del pontificato e presa di possesso della diocesi

Alla presentazione del nuovo pontefice, eseguita attraverso il tradizionale annuncio dell'mwahwHabemus Papam, segue, solitamente dopo pochi giorni, la solenne cerimonia di inizio del ministero petrino del vescovo di Roma, nella mwah0basilica di San Pietro in Vaticano, caratterizzato, secondo il nuovo mwah4Ordo rituum pro ministerii petrini initio Romae episcopi (in mwah8italiano: Rituale per l'inizio del ministero petrino del vescovo di Roma) promulgato da papa Benedetto XVI il 20 aprile 2005,cite-ref-41[37] dalla imposizione del mwaiqpallio e la consegna dell'mwaiuanello del pescatore. Il nuovo mwaiyOrdo non prevede più l'mwaicincoronazione papale.

Questa celebrazione dà avvio al complesso delle cerimonie di insediamento, che comprendono, nei giorni successivi, le visite alle mwaikbasiliche patriarcali di mwaioSan Paolo fuori le mura e mwaisSanta Maria Maggiore e che si concludono con la solenne cerimonia di mwaiwpresa di possesso dell'mwai0Arcibasilica lateranense, mwai4cattedrale della mwai8diocesi di Roma.

Rinuncia all'ufficio di Romano Pontefice

Come stabilito dal mwajqcodice di diritto canonico, Libro II "Il mwajupopolo di Dio", parte seconda "La suprema autorità della Chiesa", capitolo I "Il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi" è contemplata la rinuncia all'ufficio di romano pontefice:cite-ref-42[38]cite-ref-43[39]cite-ref-44[40]

«Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.»

I casi storici di rinuncia ci sono stati soprattutto nei tempi più remoti del papato: mwakusan Clemente, arrestato ed esiliato per ordine di mwakyNerva nel lontano mwakcChersoneso, abdicò dal sommo pontificato indicando come suo successore mwakgEvaristo, affinché i fedeli non restassero senza pastore. Verso la prima metà del mwakkIII secolo, mwakoPonziano lo imitò poco prima di essere spedito in esilio in mwaksSardegna; al suo posto venne eletto mwakwAntero. mwak0Silverio, deposto da mwak4Belisario, in punto di morte rinunciò in favore di mwak8Vigilio, fino ad allora considerato un usurpatore. Vi sono poi molti altri casi, più problematici, in cui si discute se vi sia stata rinuncia o addirittura rinuncia tacita, come nel caso di mwalaMartino I.cite-ref-45[41] Altro caso più difficilmente inquadrabile è quello di mwalupapa Benedetto IX, che prima venne deposto in favore di mwalypapa Silvestro III, salvo poi riassumere la carica per poi rivenderla a mwalcpapa Gregorio VI, il quale, accusato di mwalgsimonia, fece atto di rinuncia dopo aver ammesso le sue colpe.

Il più celebre caso di rinuncia all'ufficio di Romano Pontefice fu quello di mwalopapa Celestino V, detto anche mwals"il papa del gran rifiuto", che portò all'elezione di mwalwpapa Bonifacio VIII; poiché quest'ultimo fu un pontefice non affine a mwal0Dante Alighieri, egli nella sua mwal4Divina Commedia pone, probabilmente, papa Celestino V nell'mwal8Antinferno tra gli mwamaignavi: non è però certo chi volesse trattare il mwameSommo Poeta nel seguente passo, potrebbe trattarsi infatti, secondo alcuni critici di mwamiPonzio Pilato, mwammEsaù, mwamqGiano Della Bella oppure mwamuMatteo Rubeo Orsini che nel mwamyconclave del 1294 venne eletto al primo scrutinio ma rinunciò, portando appunto all'elezione di papa Bonifacio VIII:

«Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,

vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.»


Celestino, prima di abdicare, si consultò con il cardinale mwamoBenedetto Caetani, e si fece confermare dal mwamsconcistoro dei cardinali che un'abdicazione dal soglio pontificio era possibile, quindi, in data 10 dicembre 1294, emanò una costituzione sull'abdicazione del papa, confermò la validità delle disposizioni in materia di mwamwconclave anche in caso di rinuncia, ed appena tre giorni dopo rese note le sue intenzioni ed abdicò.cite-ref-46[42]

Nel 1415 un altro papa, mwaniGregorio XII, eletto all'epoca dello mwanmScisma d'Occidente a mwanqRoma, dopo molti anni di lotte e di contese giuridiche, belliche e diplomatiche, fece atto di sottomissione ai decreti emessi dai padri conciliari, durante il mwanuConcilio di Costanza, che era stato convocato dall'mwanyantipapa Giovanni XXIII e presieduto dall'mwancImperatore Sigismondo per dirimere ogni questione. Uno di questi decreti intimava a tutti i contendenti di abdicare, nel caso che non si trovasse una soluzione e non si raggiungesse l'accordo fra i tre pretendenti al Soglio. Davanti al rifiuto dell'mwangantipapa Benedetto XIII (rappresentante dell'obbedienza avignonese) e alla fuga di Giovanni XXIII (poi ricondotto in concilio e deposto), alla fine Gregorio XII acconsentì ad abdicare, dopo aver riconvocato con una sua bolla il medesimo Concilio. All'abdicazione però non seguì l'elezione di un nuovo papa, che si verificò passati due anni e solo successivamente alla scomparsa di Gregorio, dopo la quale venne convocata un'assemblea mista di cardinali e di padri conciliari, che elesse mwankpapa Martino V.cite-ref-47[43]cite-ref-48[44]

In epoca moderna l'unico papa che ha rinunciato all'ufficio di romano pontefice è stato mwaompapa Benedetto XVI che, l'11 febbraio 2013, mwaoqha annunciato di lasciare vacante la sede di Pietro con effetto dalle ore 20:00 del giorno 28 febbraio 2013.cite-ref-49[45]

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per se un nuovo nome. Il primo a cambiare il suo mwao0nome di battesimo fu, nel 533, mwao4papa Giovanni II che in realtà si chiamava mwao8Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, perché avevano nomi o ritenuti sgradevoli o non mwapaitaliani (e quindi più difficilmente latinizzabili). Nessuno di nome mwapePietro, come mwapipapa Giovanni XIV o mwapmpapa Sergio IV, volle poi chiamarsi Pietro II in segno di rispetto verso mwapqPietro apostolo. Con il tempo il cambio del nome divenne una regola, che ebbe tuttavia un paio di eccezioni: Adriaan Florenszoon Boeyens scelse il nome di mwapuAdriano VI e Marcello Cervini quello di mwapyMarcello II. Peraltro, entrambi questi papi ebbero un pontificato piuttosto breve; dopo Marcello II, nessun papa finora ha mantenuto il suo nome di battesimo come nome pontificale.

Antipapi

Molti nella storia sono stati gli uomini che affermarono di essere legittimi pontefici della mwapsChiesa cattolica, in realtà in opposizione a coloro che erano i legittimi papi, eletti secondo il mwapwdiritto canonico: questi uomini sono detti mwap0antipapi.

Abiti e insegne papali

L'ufficio di papa si caratterizza anche per l'utilizzo di particolari abiti e mwaqainsegne, molti dei quali però progressivamente abbandonati dai pontefici, soprattutto nel corso del XX secolo, e da allora in disuso.

• mwaqmAbito talare e mwaqqpellegrina bianchi, con mwaquscarpe pontificie (tradizionalmente rosse);
• mwaqctabarro rosso;
• mwaqkpantofole papali (in disuso dal 1978);
• mwaqsmozzetta rossa (bianca nel mwaqwTempo di Pasqua);
• mwaq4triregno (in disuso da dopo l'incoronazione di Paolo VI);
• mwaramitra;
• mwaricroce pettorale;
• mwarypallio papale;
• mwargferula (in precedenza con croce a tre braccia);
• mwarozucchetto bianco;
• mwarwgreca bianca;
• mwar4manto papale (in disuso);
• mwasafalda papale (in disuso);
• mwasicamauro (in disuso);
• mwasqsedia gestatoria (in disuso da Giovanni Paolo I in poi);
• mwasyflabello (in disuso da Paolo VI in poi);

Inoltre, ogni papa indica un proprio mwasostemma, sormontato dalla mitra (o, prima del 2005, dal triregno) ed eventualmente corredato da un mwassmotto; si veda l'apposito articolo sull'mwaswarmoriale dei papi.

Il caso di papa Francesco

mwatmPapa Francesco, per tutta la durata del suo pontificato, ha apportato modifiche alla veste papale. Non ha infatti indossato le classiche mwatqscarpe pontificie rosse, continuando a portare le proprie scarpe ortopediche nere; inoltre, ha mantenuto la mwatucroce pettorale d'argento che usava da cardinale e non ha mai fatto ricamare il proprio stemma sulla mwatyfascia dell'abito piano.

Papa emerito

Onorificenze pontificie

Il papa concede varie onorificenze, appartenenti a ordini e non.

Degli ordini il pontefice è il capo in quanto sovrano, mentre il gran magistero delle singole onorificenze può essere mantenuto direttamente dal pontefice o concesso ad una persona di fiducia, solitamente un mwazucardinale.

Per antica tradizione al sommo pontefice non si conferiscono titoli di alcun genere, né cavallereschi né nobiliari: ciò perché la sua carica è al di sopra di ogni onore, anzi da lui tutti gli onori discendono (il pontefice, assieme al mwazcSacro Romano Imperatore, era uno dei due mwazgpoteri universali, ma al primo competeva incoronare il secondo). Come tale il papa non indossa mai le decorazioni di cui pure è sovrano e non è mai insignito di nessun grado.

Un cardinale che, avendo ricevuto onorificenze, diventa pontefice, automaticamente decade da tutte le onorificenze ricevute in quanto esse vengono soppiantate dal titolo di sommo pontefice.

Cronotassi dei papi

Note

Annotazioni

cite-note-5Nota 1. mwa0q(mwa0umwa0yEN) F. A. Sullivan, mwa0cPope, in mwa0gThe New Catholic Encyclopedia, vol. 11, New York, Gale, 2002, pp.mwa0k 495-496. mwa0s«The office of the pope is described in the Annuario pontificio (official directory of the HOLY SEE) by the following titles: "Bishop of Rome, Vicar of Jesus Christ, Successor of the Chief of the Apostles, Supreme Pontiff of the Universal Church, Patriarch of the West, Primate of Italy, Archbishop and Metropolitan of the Roman Province, Sovereign of the State of Vatican City." Of these titles, the basis of all the rest is the third, Successor of the Chief of the Apostles. VATICAN COUNCIL I defined that Christ constituted St. PETER chief of all the APOSTLES and visible head of the whole Church militant, granting him a PRIMACY not merely of honor but of true jurisdiction; that Christ established that Peter should have perpetual successors in this primacy; and that the Roman bishops are these successors (Enchiridion symbolorum 3055, 3058)» Il titolo di mwa0wpatriarca d'Occidente è stato soppresso nel 2006; cfr. mwa00sito del Vaticano.
cite-note-11Nota 2. Ad esempio all'inizio dell'enciclica mwa1emwa1iEcclesia de Eucharistia ci si riferisce così a mwa1mGiovanni Paolo II (mwa1q...Ioannis Pauli PP. II...) Testo ufficiale dell'enciclica: mwa1uEcclesia de Eucaristia, Litterae Encyclicae de Eucharistia eiusque necessitudine cum Ecclesia, 17 Aprilis MMIII, Ioannes Paulus PP. II | Ioannes Paulus II
cite-note-30Nota 3. Ricca è la documentazione in materia. Alcuni testi: Discorso di mwa1kpapa Paolo VI in occasione della presentazione della costituzione apostolica mwa1oVicariae potestatis (AAS 69, 1977, p. 54): «mwa1sPromulgando la nuova Costituzione, noi intendiamo attestare la nostra consapevolezza di Vescovo di Roma, che giustifica e sostiene quella Pontificia. È infatti proprio in quanto Successore del Beato Pietro in questa Sede romana che noi ci sappiamo investiti del compito formidabile di Vicario di Cristo in terra e perciò di Supremo Pastore e Capo visibile della Chiesa universale». Omelia di Giovanni Paolo I del mwa1w23 settembre 1978: «mwa10È noto a tutti che il Papa acquista autorità su tutta la Chiesa in quanto è vescovo di Roma, successore cioè, in questa città, di Pietro.» Costituzione dogmatica conciliare mwa14mwa18Pastor Aeternus, mwa2acapitolo II (1870): «mwa2eEgli (San Pietro), fino al presente e sempre, vive, presiede e giudica nei suoi successori, i vescovi della santa Sede Romana, da lui fondata e consacrata con il suo sangue. Ne consegue che chiunque succede a Pietro in questa Cattedra, in forza dell'istituzione dello stesso Cristo, ottiene il Primato di Pietro su tutta la Chiesa.» Discorso di Giovanni Paolo II al clero di Roma del mwa2i9 novembre 1978: «mwa2mDesidero adempiere al fondamentale dovere del mio pontificato, cioè prendere possesso di Roma come diocesi, come Chiesa di questa Città, assumere ufficialmente la responsabilità di questa Comunità, di questa tradizione alle origini della quale sta San Pietro Apostolo. Sono profondamente consapevole di essere diventato Papa della Chiesa universale, perché Vescovo di Roma. Il ministero (“munus”) del Vescovo di Roma, quale Successore di Pietro, è la radice della universalità.» (mwa2qmwa2umwa2yOmelia di Paolo VI in occasione della presa di possesso della cattedra di Roma, su mwa2cvatican.va, 10 novembre 1963.): «mwa2gOggi questa basilica accoglie … tutto l'Episcopato del mondo, quasi al completo, e si apre splendida e solenne all'ultimo dei suoi Pontefici, il più piccolo e il più umile fra quanti l'hanno preceduto, che non ha alcun merito per qui incedere maestro e signore, se non quello irrefragabile d'essere stato canonicamente eletto Vescovo di Roma. Vescovo di Roma: perciò successore di San Pietro, perciò Vicario di Cristo, Pastore della Chiesa Universale, Patriarca dell'Occidente e Primate d'Italia.» Costituzione apostolica mwa2kmwa2oIn ecclesiarum communione (2023): «mwa2sAlla Chiesa di Roma appartengono a proprio titolo i membri del Collegio Cardinalizio ai quali spetta di eleggere, a norma di diritto, il Vescovo di Roma.» (cfr. la medesima espressione nella mwa2wmwa20Vicariae potestatis di Paolo VI del 1977 e nella mwa24mwa28Ecclesia in Urbe di Giovanni Paolo II del 1998). Primo saluto del nuovo papa Giovanni Paolo II al fedeli riuniti in piazza San Pietro (mwa3a16 ottobre 1978): «mwa3eEd ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano...» Catechesi di Giovanni Paolo II del mwa3i27 gennaio 1993: «mwa3mIl Concilio Vaticano I ha pure definito che “il Romano Pontefice è successore del Beato Pietro nel medesimo primato”. Questa definizione vincola il primato di Pietro e dei suoi successori alla sede romana, che non può essere sostituita da nessun'altra sede.» Cfr. anche mwa3qCodice di diritto canonico nn. 331-332 (mwa3u) e mwa3yCatechismo della Chiesa cattolica n. 882 (mwa3cCatechismo della Chiesa Cattolica - IntraText).
cite-note-35Nota 4. L'mwa3simperatore bizantino delegò questo potere all'mwa3wesarca d'Italia.

Riferimenti

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Bibliografia

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• citerefsantolariaJosé-Apeles Santolaria, Che cosa succede quando muore il papa, Casale Monferrato, Piemme, 2001.

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Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su vatican.va.
• Sito ufficiale, su vatican.va.
• (DE) Sito ufficiale, su vatican.va.
• (ES) Sito ufficiale, su vatican.va.
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• mwbreL'istituzione del papato e le sue basi scritturali, su Cristomaestro.it (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2008).
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